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Visual Intelligence e Business Intelligence

La qualità fa la differenza, questo vale anche nel mondo del business. Spesso la qualità dei dati a nostra disposizione fa la differenza tra prendere buone o cattive decisioni. Dati tempestivi, pertinenti e ben organizzati possono essere l’elemento vincente di un’azienda di successo; dati disordinati e non facili da comprendere possono invece ostacolare il processo decisionale e l’analisi delle performance.

In molte aziende oggi le decisioni vengono prese sulla base di dati spesso vecchi o incompleti, perché non si ha accesso ad un modo semplice per estrapolare dati e condividerli in modo tempestivo. In che modo le aziende e i singoli individui possono sfruttare al meglio la grande quantità di dati con cui hanno a che fare ogni giorno? La risposta potrebbe risiedere nei concetti gemellari di visual e business intelligence.

Che cos’è la Visual Intelligence?

Essere visivamente intelligenti significa essere in grado di elaborare, comprendere ed esprimere informazioni visive. Nel suo libro “Intelligenza visiva: affinare la tua percezione, cambiare la tua vita”, l’autrice Amy E. Herman descrive la visual intelligence come:

The ability to see what’s there that others don’t, to see what’s not there that should be, to see the positives and the negatives, the opportunity, the invention, the upside, the warning signs, the quickest way, the way out, the win.

Herman quindi afferma che l’intelligenza visiva è un quoziente che può essere migliorato con la pratica. Spesso nella sua formazione usa come esempio le opere d’arte, mostrando come i dettagli, che molti sembrano non osservare, possano essere strumentali a comunicare un certo messaggio. Ad esempio narra come alcuni delitti siano stati risolti grazie ad un’attenta osservazione della scena del crimine che ha rivelato un dettaglio prima nascosto: un ventilatore da soffitto ancora acceso, o un paio di pantaloni misteriosamente alla rovescia.

Avere una visione chiara dei fatti è importante in qualsiasi contesto, ma ha una particolare efficacia nel mondo degli affari. Migliorare l’acuità visiva può avere un enorme impatto sul successo delle iniziative di business.

business intelligence e visual intelligence

Visual Intelligence e Business Intelligence

La Business Intelligence cerca di dare un senso ai dati. E questo è il principale obiettivo che perseguono tutti i software di Business Intelligence, che consentono agli utenti di combinare i dati provenienti da più applicazioni e database, fornendo un quadro coerente delle operazioni aziendali in modo aggregato.

Ma come possono le aziende individuare dettagli nascosti nel loro business? La visualizzazione dei dati è un modo efficace per rendere chiare informazioni complesse, il che è fondamentale data la quantità di dati generati ogni giorno. La visualizzazione dei dati apre la porta ad una maggiore comprensione di questi, adattandosi ai fondamenti della percezione visiva come elaborazione pre-attentiva e ai principi di Gestalt. Il nostro cervello è particolarmente adatto all’elaborazione di informazioni visive in modo rapido ed efficace e una visualizzazione dei dati ben strutturata può comunicare più di quanto una tabella o un paragrafo possano mai comunicare.

I dashboard aggregano i dati provenienti da varie fonti e li visualizzano  sotto forma di grafici di vario genere, mostrando storia ed andamento dei dati stessi e incoraggiando gli utenti ad agire sulle informazioni acquisite così rapidamente. Un dashboard visivo viene sincronizzato in tempo reale con le sorgenti dati a cui l’utente fa già affidamento, sia che si tratti di fogli di calcolo Excel, database, CRM, applicazioni online come Google Analytics, o un repository di dati centrale in cui vengono mescolate più fonti.

Visualizzazione dei dati come processo

Frank Anscombe, fondatore del dipartimento di statistica della Yale University, ha illustrato l’importanza della visualizzazione dei dati attraverso una serie di ricerche svolte fin dagli anni ’70. Utilizzando quattro serie di dati simili, Anscombe ha sviluppato quello che è comunemente noto oggi come “Quartetto di Anscombe” che mostra l’effetto di “valori anomali” all’interno del set di dati analizzato, quando questo viene rappresentato graficamente. Tutti e quattro i set hanno proprietà simili, come la linea di regressione lineare e i valori medi di X e Y, ma il rispettivo grafico è molto diverso.

quartetto di Anscombe
(Fatto curioso: Anscombe era cognato di un altro famoso statistico, John Tukey, padre di Exploratory Data Analysis. Sicuramente le loro cene di famiglia erano scintillanti).

Il Quartetto di Anscombe è un chiaro esempio di come la visualizzazione dei dati possa rivelare informazioni interessanti. Senza una rappresentazione grafica dei dati non sarebbe stato semplice identificare i valori anomali.

Questo esempio ci fa capire quanto sia utile effettuare una visualizzazione dei dati prima di prendere qualsiasi decisione. Questo può essere fondamentale per identificare valori anomali o dati inconsistenti e quindi portare  ad un’ulteriore analisi più approfondita. Visualizzare i dati ci consente di scoprire informazioni importanti per il nostro business. La giusta piattaforma di Business Intelligence quindi, integrerà un’adeguata “visual Intelligence”, facilitando così il processo decisionale all’interno dell’azienda per ottenere risultati di qualità.

 

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